le donne custodi della memoria
Un popolo che non ha memoria non ha futuro
In un paese maschilista come l’ Argentina e con una
dittatura che essendo militare nulla aveva di femminile, furono le donne le
uniche che ebbero il coraggio di
affrontare in Plaza de Mayo a Buenos Aires, dove ha sede il palazzo
presidenziale, gli assassini della giunta militare. Dapprima in poche decine, ma
già nel 1978 diverse centinaia, queste
donne affrontarono la giunta militare
con una marcia silenziosa intorno al monumento della piazza e con un foulard bianco con
sopra il nome del figlio scomparso. All’ inizio i militari spararono loro addosso e sequestrarono
la prima presidente delle Madri,
Azucena Villaflor Vicenti, ma poi, visto il
grande eco internazionale che iniziarono ad avere le madri, furono costretti a
tollerare queste coraggiose manifestazioni di casalinghe che osavano sfidare i
mostri della dittatura.Ancora oggi ogni giovedì si ritrovano in Plaza de Mayo con i loro foulards bianchi per continuare le rondas intorno al monumento e per sollecitare quella giustizia che non c’è mai stata in nome di ciò che di più caro avevano e che è stato loro brutalmente strappato. In quasi trent' anni queste incredibili donne hanno mantenuta viva la memoria storica in Argentina e nel mondo di uno dei più cruenti genocidi del ventesimo secolo.
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Una Giustizia legale Sono una decina in Argentina le
associazioni dei familiari dei
desaparecidos che per tutti
questi anni hanno lottato per mantenere vivo il ricordo, nel paese e all’
estero, degli anni della dittatura continuando a cercare figli, mariti e
bambini scomparsi durante la Guerra Sporca. |
Che fastidio queste donne! Le battaglie di queste donne hanno dato molto fastidio ai criminali responsabili del genocidio che anche in tempo di democrazia non hanno perso la buona abitudine di seminare il terrore. Il 25 maggio 2001 una patota entra in casa di Hebe de Bonafini, presidente delle Madri di Plaza de Mayo e tortura selvaggiamente la figlia Alejandra Bonafini. Il 22 settembre 2002 un altra patota crivella il muro della casa di Estela Carlotto, la presidente di Abuelas de Plaza de Mayo.
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Le Madres Fundadoras Verso la metà degli anni ’80 le Madri si separano dando origine ad una
nuova formazione conosciuta come
Madres de Plaza de Mayo Linea Fundadora che raccoglie le prime madri
fondatrici coloro, cioè, che iniziarono le rondas in Plaza de Mayo
nell' aprile del 1976. La rottura con le altri madri è dovuta oltre al carattere
autoritario di Hebe De Bonafini anche a divergenze di vedute sul modo di continuare la lotta. Tra l' altro le madres fundadoras
portano sul foulard il nome del figlio desaparecido mentre le altre si considerano madri di tutti i desaparecidos
e portano un foulard uguale per tutte con la scritta Madres de Plaza de Mayo. Inoltre la Bonafini non è scesa mai
a compromessi con nessun governo costituzionale eletto dopo la dittatura arrivando anche a rifiutare le indenizzazioni monetarie. Un esponente delle madri fondatrici è Taty Almeida, La Marcia della Resistenza
Le madri di Plaza de Mayo iniziarono la Marcia della Resistenza nel 1981 quando c’era ancora il governo militare. |
I figli
Nel 1995 nasce in Argentina l' associazione H.i.j.o.s.E' formata dai figli (hijos) di genitori desaparecidos. Tra loro ci sono anche coloro che, a causa dell' esilio dei genitori, sono cresciuti all' estero e per questo troviamo l' associazione anche a Madrid, Parigi, in Svezia e Olanda. Il loro movimento, composto da giovani con un età media di trent’ anni, è molto attivo: diffondono nelle scuole attraverso conferenze la loro attività e insieme alle Madri e alle Nonne cercano i figli dati illegalmente in adozione. Gli H.i.j.o.s rivendicano la lotta politica dei genitori scomparsi che è l'assoluta novità rispetto alle altre associazioni per i diritti umani presenti in Argentina che hanno sempre lottato per conoscere il destino dei desaparecidos e ottenere giustizia legale senza mai entrare nel merito politico. L' Escrache
H.i.j.o.s ha nella sua organizzazione una commissione che s’impegna per denunciare pubblicamente i repressori impuniti tramite pubbliche manifestazioni la cui originalità consiste nel non realizzarle dinanzi al parlamento, in Plaza de Mayo o in un altro luogo del potere, ma davanti alla casa dell’assassino o sul suo luogo di lavoro. |
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Le abuelas de Plaza de Mayo
conducono la loro battaglia per il ritrovamento dei loro
nipoti nati nei Centri di
detenzione clandestina, sottratti alla madre e dati illegalmente in adozione. Hanno depositato presso una
università americana campioni del loro sangue che può essere comparato, tramite
un esame genetico, con chi abbia dei dubbi sulla propria identità. Fino ad ora
sono stati ritrovati ottandadue bambini su quasi 500
desaparecidos.La loro lotta, unica al mondo, le ha portate a scontrarsi con problemi di ordine etico che una mentalità perbenista continua a rinfacciare. E' giusto far precipitare una persona, che ha una vita regolare e tranquilla e che ignora totalmente il passato, in un dramma così grande come la consapevolezza di essere stata allevata dagli assassini dei suoi genitori? Le nonne non hanno nessun dubbio sulla risposta: restituire l' identità ad un essere umano è un diritto non solo per colui che ne è stato privato ma anche per coloro che sono i più stretti familiari, così come recita l' articolo 8 della Convenzione Internazionale dei Diritti del bambino. Per questo quando scoprono un' adozione sospetta ricorrono anche alle vie legali per ottenere l' esame genetico. I numeri sono comunque dalla loro parte: la maggior parte dei bambini ritrovati,oggi giovani intorno sui 30 anni,hanno scelto di ritornare con la loro famiglia di origine. |