La chiesa cattolica argentina
|
|
|
Eminenza mi aiuti.... Alle porte dei cardinali, dei vescovi e dei monsignori bussavano le madri
e i familiari dei desaparecidos alla disperata ricerca dei loro
congiunti convinti che la loro influenza
presso i cattolicissimi militari potesse in qualche modo
aiutarli. Una nuova inquisizione Se gli alti vertici ecclesiastici non entravano nelle sale di tortura non mancarono i sacerdoti ,come i cappellani militari, che parteciparono attivamente alla repressione nell' ottica di quel Processo di Recupero che doveva portare alla salvezza anche spirituale del sovversivo. Nel Nunca Mas ne vengono identificati ben 15 oltre a volontari laici appartenenti ad una associazione integralista cattolica denominata Crociati della Fede. |
|
|
Il nunzio apostolico PIO LAGHI Pio Laghi originario di Faenza e nunzio apostolico in Argentina durante la dittatura militare benedì nel 1976 i militari freschi di golpe riconoscendoli difensori di quei
"valori cristiani minacciati dall'aggressione di una ideologia rifiutata dal popolo". |
Antonio José Plaza Arcivescovo della citta' di La Plata fu un attivo collaboratore delle forze di repressione e utilizzò la sua posizione all' interno della Chiesa per fare arrestare decine di persone, compreso
un suo nipote: José María Plaza.Fu nominato nel 1976 Cappellano Maggiore della Polizia della Provincia di Buenos Aires mentre era capo di questa istituzione il colonnello Ramón Camps uno dei più sadici repressori. Insieme a Camps fu visto in numerosi centri di detenzione e tortura. Monseñor Antonio José Plaza è uno dei 15 sacerdoti denunciati come repressori dalla CONADEP. Morì nel 1987.
|