Repressori
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Oltre ai mandanti e agli esecutori materiali delle operazioni di arresto, tortura, uccisione e occultamento dei sequestrati, vanno annoverati tra i repressori anche coloro che frequentavano e operavano nei Centri di Detenzione Clandestina quali sacerdoti che benedivano torturatori e torturati, medici che assistevano alle sessioni di tortura e vari personaggi tra cui industriali, giudici e alti prelati che durante le loro visite ai Centri si accertavano che tutto si svolgesse secondo l'ordine prestabilito. Per questi complici è stata creata una sezione apposita in questo sito. In questa sezione vengono riportati solo alcuni tra i 2.800 repressori scelti con criteri del tutto arbitrari e disposti in ordine alfabetico onde evitare un criterio di crudeltà. Sono in maggioranza rappresentanti degli alti vertici militari e sono responsabili di aver architettato e messo in opera lo sterminio di massa di più di 30.000 persone. Ma non meno responsabili sono le guardie, gli addetti alle sale di tortura,
i medici, o i semplici manutentori dei Centri, molti dei quali in
forza presso la Polizia Federale e
Penitenziaria.
Grazie alle leggi del
Punto Final
e dell'
Obbedienza Dovuta
promulgate
dai presidenti costituzionalmente eletti dopo la decade della dittatura
hanno goduto dell' impunità per quasi vent' anni. |
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Acosta Jorge Eduardo |
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Astiz Alfredo
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Bianco Norberto Atilio
Medico nell’ ospedale militare di Campo de Mayo all' epoca della dittatura. Numerose testimonianze lo indicano come il responsabile addetto all’organizzazione dei parti clandestini delle detenute. Si occupava del trasporto delle detenute da e verso i Centri di Detenzione clandestina, della loro permanenza all’interno dell’ ospedale, degli eventuali cesarei e dei bambini. E’ padre di due figli Carolina e Pablo che sono sicuramente figli di donne desaparecidas. Per evitare che i figli siano sottoposti all’ esame del DNA fugge nel 1986 in Paraguay. Nel 1997 viene estradato, insieme con la moglie, in Argentina per occultamento di minore e falsificazione dei documenti. Il processo confermerà che i due figli posseggono documenti falsi che sono stati contraffatti all’epoca della dittatura e Bianco finisce in carcere per occultamento di minore. Viene liberato poco tempo dopo e si riscrive al collegio medico argentino. Il giudice spagnolo Balthasar Garzon ne ha chiesto l'estradizione. |
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Bussi Antonio Domingoè stato nel 1976 e 1977 governatore militare di Tucumán, provincia del Nord dell' Argentina dove nella selva tropicale si nascondevano i guerriglieri. E' responsabile di aver organizzato la tortura e la sparizione di oltre 500 persone in tutta la provincia. Vent' anni dopo Bussi è eletto democraticamente dal popolo come Governatore della Provincia di Tucumàn, suscitando l' orrore e lo sconcerto nello scrittore Ernesto Sabato che affermò che se non fosse stato per la legge del Punto Finale, Bussi sarebbe in carcere. |
Camps Ramon Capo della polizia provinciale di Buenos Aires dal 1976 al 1980.Responsabile di centinaia di sparizioni e di vari centri segreti di detenzione in una vasta area comprendente COT1 Martinez, Pozo de Quilmes,Pozo de Bánfield, Puesto Vasco, Arana, La Cacha, la Stazione di polizia n. 5, e La Plata, quartier generale della squadra investigativa. Personalmente coinvolto nelle torture inflitte ai prigionieri, in base alle prove documentate dai numerosi archivi della Commissione Nazionale sui Desaparecidos. In un'intervista rilasciata l'11 Febbraio 1983 a James Neilson del giornale La Semana, Camps confessò che "nessuna persona scomparsa è sopravvissuta" e che "nessuno dei responsabili ha confessato la verità per evitare di influenzare l'erogazione degli aiuti economici internazionali". |
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Magnacco Jorge Luis
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Massera Emilio Comandante della Marina militare. Membro del triumvirato Videla , Massera, Agosti che prese il potere il 24 marzo 1976. Responsabile d'imponenti saccheggi di società, case e proprietà dei desaparecidos attraverso la sistematica falsificazione di documenti. Come comandante della Marina, Massera è responsabile di almeno 5000 casi di tortura e assassinii di persone che passarono per l' ESMA uno dei più noti Centri di Detenzione della guerra sporca. L'Ammiraglio Massera fu condannato all'ergastolo da una corte civile il 9 Dicembre del 1985, ma rilasciato dopo aver scontato appena 4 anni di pena, a seguito dell' indulto concesso dal presidente Menem. Era membro della loggia P2 di Licio Gelli. |
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