Centri di Detenzione Clandestina
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Questi Centri furono clandestini solo per l' opinione pubblica e per i familiari in quanto le
autorità militari, grazie anche al completo controllo sui mezzi di informazione, negavano
sistematicamente qualunque informazione sul destino dei desaparecidos sia agli organi giudiziari argentini
sia alle organizzazioni nazionali e internazionali dei diritti umani.
Tutti i desaparecidos passati per i Centri
di Detenzione Clandestina erano meticolosamente registrati in appositi
dossiers che poi venivano microfilmati. |
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LE TORTURE
La funzione principale dei Centri di Detenzione Clandestina era quella di tenere prigionieri
dei terroristi ai fini di estorcere loro delle informazioni.
Solitamente il sequestrato
appena entrato in un centro veniva portato alle sale di tortura dove una prima
squadra di torturatori si premurava di
scoprire se si potesse ricavare qualche utile informazione. In caso
affermativo il detenuto veniva lasciato ad una squadra di torturatori
più alti in grado che registravano le informazioni. | ||
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E' da notare che i torturatori erano piuttosto esperti e particolarmente bene addestrati se sapevano ogni quanto dare una scarica elettrica e i punti del corpo dove applicare gli elettrodi (ascelle, genitali e gengive) o il tempo di sopportazione nell' acqua bollente. Sembrerebbe alquanto improbabile che, come hanno più volte ripetuto a loro difesa durante i processi i membri incriminati delle forze armate e della polizia, si sia trattato di pochi eccessi provocati da qualche sadico. | |
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I Centri di Detenzione Clandestina sono stati in parte demoliti nel 1979 dalle Forze Armate prima della visita della Commissione Interamericana Dei Diritti Umani. Altri che esistono ancora oggi, come Commissariati di Polizia o caserme, hanno subito delle profonde modifiche strutturali tali da non lasciare traccia dell' orrore che li ha visti protagonisti. In ultimo bisogna ricordare i collaboratori e cioè quei detenuti che passarono per il cosiddetto Processo di Riabilitazione e che svolgevano mansioni all' interno dei centri di detenzione che andavano dalla semplice manutenzione fino alla complicità con le azioni di sequestro e detenzione. | ||