Il Sequestro
I gruppi operativi, conosciuti come
patotas,
erano i commandos addetti al sequestro.Le "patotas" erano costituite da membri dei vari corpi dell'esercito, che solitamente prendevano il comando delle operazioni, e da componenti scelti tra le forze dell' ordine. All' inizio la patota arrivava a tarda notte a bordo di un mezzo rubato, solitamente un Ford Falcon verde, mascherati e armati ed entravano nelle abitazioni urlando e sparando. Con il passare del tempo e quando il terrore si era già impadronito della società civile, arrivavano anche in pieno giorno con operazioni sui luoghi di lavoro, nelle scuole e nelle università o nei bar. Quando trovavano dei bambini li portavano via e, se molto piccoli, venivano regalati o venduti a famiglie di militari o poliziotti che non potevano avere figli. In pochissimi casi la patota lasciava i figli ai vicini o davanti ai portoni degli orfanotrofi e degli ospedali. Se non trovavano la vittima in casa al momento dell' irruzione, restavano ad attenderla prendendo come ostaggi i familiari e tutti quelli che entravano nell' abitazione. |
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All' interno del Centro di Detenzione Clandestina ESMA c'era addirittura una stanza, detta stiva, dove venivano ammucchiati e catalogati tutti i beni dei sequestrati. Gli stessi veicoli utilizzati per il sequestro venivano poi venduti, una volta falsificati i documenti, ad appartenenti all' esercito o alle forze dell' ordine.
Il sequestrato veniva bendato, generalmente con pezzi dei propri indumenti,
e sbattuto nel baule o sul fondo del sedile posteriore dell' automezzo. | ||