Complici

In questa sezione sono stati inseriti alcuni tra i tanti complici della dittatura militare che dovrebbero essere giudicati da competenti organi giudiziari. La scelta è puramente arbitraria ed ha lo scopo di far conoscere alcuni casi emblematici tra i tanti a disposizione. Una sezione a parte è dedicata alla Chiesa Cattolica che appoggiò apertamente la repressione attraverso vescovi e alti prelati.
Preme ricordare che complice fu anche la Comunità Internazionale che puntò il dito sul golpe di Pinochet in Cile, ma che rimase indifferente al golpe del 1976 in Argentina. I motivi, ancora in parte da analizzare, sono principalmente i legami commerciali che l' Argentina aveva con molte potenze economiche, tra cui l' Italia, che elargirono prestiti per l' acquisto di armi e la costruzione di grandi opere (aeroporto, autostrade, stadi) che dovevano celebrare la grande Argentina nei mondiali di calcio nel 1978.
Inoltre alla fine degli anni '70 dal porto di Buenos Aires partivano navi cariche di grano e carne alla volta dell' Unione Sovietica colpita dall' embargo per l' invasione dell' Afghanistan. In cambio veniva offerto, oltre al denaro, la copertura politica che fece del governo di Mosca il principale complice della giunta militare. Questa insospettabile alleanza (i militari argentini si sono sempre definiti acerrimi nemici del comunismo) fece sì che il Partito Comunista argentino, fedele all' URSS, riconoscesse e legittimasse il governo militare salvando così i suoi simpatizzanti dai campi clandestini.
L' unica voce ad alzarsi in difesa dei diritti umani fu quella di Jimmy Carter che ordinò l'embargo sulle forniture di armi.
L' operazione fu di pura propaganda perchè la CIA continuò di nascosto ad inviare istruttori e armi come dimostra una conversazione tra il premio nobel per la pace Kissinger e Cesare Guzzetti, ministro degli esteri della giunta militare, recentemente pubblicata sui giornali di tutto il mondo.
Infine una sezione di questo sito è dedicata all' ambigua posizione di Israele che, a detta di alcuni esponenti della comunità ebraica argentina, si rese complice con il suo silenzio della desapariciòn di circa 1500 ebrei.


Brusa Victor Brusa
era il segretario del giudice Fernando Màntaras nella provincia di Santa Fe durante la dittatura militare.
Fu presente a diverse sessioni di tortura obbligando i detenuti-desaparecidos a firmare dichiarazioni ottenute con la tortura minacciandoli che, se non firmavano, sarebbero stati maltrattati di nuovo.
Brusa è stato denunciato per crimini di genocidio e tortura dal giudice Garzòn in Spagna.
Attualmente riveste la carica di giudice federale in Argentina ma il Consiglio della Magistratura sta prendendo in esame di rimuoverlo per i crimini commessi durante la dittatura.


Riviere Juan Manuel Martínez Riviere era direttore generale della fabbrica di termosifoni SAIAR ed è il responsabile dell' arresto di almeno dodici operai di cui due sono a tutt' oggi desaparecidos.
Il 24 di marzo 1976 gli operai scendono in sciopero contro il governo militare e Martinèz Riviere chiamo' le forze dell' ordine per reprimere la manifestazione.
Dopo il golpe militare viene di fatto sospesa l'organizzazione sindacale nella fabbrica e gli operai vengono costretti a lavorare 12 ore al giorno compreso il sabato e la domenica senza un indennità festiva. I ribelli vengono convinti dall' intervento dell' esercito e obbligati a firmare, dietro minacce di sequestro, una dichiarazione di accettazione delle condizioni lavorative imposte dalla direzione della fabbrica.
Martínez Riviere nega la sua partecipazione alla repressione anche se ammette la sua amicizia con Minicucci, capo del centro clandestino di detenzione e tortura 'El Banco' che spesso veniva a trovarlo in fabbrica. Attualmente è Consulente Industriale in Argentina ed è sotto processo dal giugno 2003.


Delia Pons
giudice del Tribunale dei Minori di Lomas de Zamora è responsabile di aver messo in orfanotrofio i figli sequestrati dalle patotas insieme con i genitori e di averli dati in adozione nonostante il reclamo da parte dei parenti. Così disse nel 1978 ad alcune nonne che richiedevano l'affidamento dei nipoti. "Sono convinta che i vostri figli erano terroristi, e terrorista è sinonimo di assassino. E io non ho nessuna intenzione di restituire i figli a degli assassini perchè non sarebbe giusto farlo. Dovrete passare sul mio cadavere prima di ottenere l' adozione di uno di loro". Attualmente continua la sua attività di giudice.