Evenu Shalom Alechem...

 La chiesa cattolica argentina appoggiò apertamente la dittatura argentina ed è stata costretta a fare una sorta di autoanalisi e di autocritica negli anni che seguirono il regime militare. Ma non altrettanto fecero la comunità ebraica argentina (la terza nel mondo) e lo stato di Israele, sempre pronto a gridare che l’antisemitismo è ancora vivo e vegeto nel mondo occidentale ma che chiuse tutti e due gli occhi davanti ai crimini dei militari. Sono più di 1500 i desaparecidos argentini di origine ebraica che passarono per i Centri di detenzione Clandestina.

Las Madres judias

Matilde Mellibovsky è madre di Graciela sequestrata nel 1977 a 29 anni mentre teneva una lezione di Economia Politica all’ università di Buenos Aires. Matilde MellibovskyInsieme ad altri madri israelite fonda il Gruppo di Madri Ebree che furono tra le prime a denunciare l’ antisemitismo tra le fila dell’ esercito. Matilde testimonia di come le madri richiesero la collaborazione delle due principali organizzazioni ebraiche argentine, la AMIA e la DAIA, di quanto fu difficile farsi ricevere e di come furono liquidate con l’accusa di non aver dato ai loro figli una sufficiente educazione sionista
Anche i rabbini non volevano parlare con le madri e quando si rivolsero all’ambasciata di Israele venne loro detto che il ‘ problema era irrilevante per lo stato di Israele’.
Schiller Nueva Presencia  

Herman Schiller fonda nel 1977 la rivista Nueva Presencia e nel 1982 il Movimento Ebraico per i Diritti Umani . E’ sorprendente come una rivista ebraica non sia stata chiusa dal regime militare che dava libero sfogo all’ antisemitismo torturando i sequestrati ebrei nei Centri di Detenzione Clamdestina. La spiegazione è che la giunta aveva paura di essere tacciata di antisemitismo da una comunità internazionale che si stava sensibilizzando grazie al lavoro delle comunità degli esuli e delle Madri di Plaza de Mayo. Nella sua rivista Schiller denuncia la desapariciòn di 8 scienziati ebrei che occupavano posti strategici nella Commissione Nazionale di Energia Atomica e scrive di come la dirigenza delle organizzazioni ebraiche DAIA e AMIA raccomandasse agli ebrei argentini di non partecipare alle marce per i diritti umani. Da parte loro la DAIA e la AMIA consideravano la rivista di Schiler pericolosa per l’intera comunità ebraica argentina.

L' ambasciata d' Israele 

L’ ambasciata israeliana rimase sorda alle richieste delle Madri ebree e cieca di fronte al massacro che si stava compiendo nel paese. Si scoprì che Israele vendeva mitragliette Uzi e aerei all’ esercito argentino. D'altra parte l'ambasciatore non ritenne opportuno condannare il regime militare in quanto nessuna organizzazione ebraica fu chiusa e le solennità ebraiche erano regolarmente festeggiate in tutto il paese.
Anni dopo un agente pentito della Polizia Federale Peregrino Fernández racconta di come la Polizia Federale si servisse dei consigli e della collaborazione di un funzionario della ambasciata israeliana Ernst Ibar per stanare i terroristi. L’ambascita di Israele non ha mai negato questa collaborazione.