Fratelli d' Italia

L' Italia fu una delle mete principali delle migliaia di esuli che dovettero abbandonare l' Argentina per sfuggire alla Repressione Militare. Molti di loro non sono tornati in Argentina dopo il ritorno della democrazia e sono rimasti a vivere in Italia. Sono quasi tutti unanimi nel riconoscere il grande cuore e la solidarietà umana loro dimostrata da migliaia di persone, ma lo sono altrettanto nell' attribuire all' ambiente della politica ufficiale un misurato distacco.
Al pari della comunità internazionale l' Italia non prende una posizione di esplicita condanna nei confronti della dittatura militare argentina come fece, ad esempio, con quella di Pinochet in Cile. L'unica voce a levarsi contro la giunta militare argentina fu quella del presidente Sandro Pertini che nel 1978 che espresse lo sdegno e la protesta mia e del popolo italiano in nome degli elementari diritti umani, così crudelmente scherniti e calpestati.  

L' ambasciata d'Italia a Buenos Aires

Ambasciatore d' Italia durante la dittatura era Enrico Carrara che fece blindare la porta d’ingresso dell' ambasciata per evitare che i perseguitati dal governo militare chiedessero asilo come era già successo all' ambasciata di Santiago  nel Cile di Pinochet.
Carrara, burattino nelle mani della P2, si impegnò moltissimo a difendere gli interessi delle imprese italiane in Argentina diventando così complice della giunta militare e solo quando le pressioni cominciarono a diventare fortissime si trovò costretto a presentare alle autorità argentine l' elenco dei desaparecidos di origine italiana. 

Presso l'ambasciata lavorava anche un giovane funzionario, Enrico Calamai che riuscì a salvare decine di persone nascondendole e facendole uscire dal paese con un passaporto italiano. Le gesta eroiche di Calamai sono un fatto isolato nel panorama dell' ambiente diplomatico di Buenos Aires dell' epoca della dittatura.
Il 10 dicembre 2004 Calamai è stato decorato con la più alta onorificenza argentina l' Orden del Libertador General San Martín. Le sue vicende sono narrate nel volume autobiografico Niente asilo politico  edito nel 2003 per la Editori Riuniti.

Licio Gelli

Il Venerabile

Della loggia massonica P2 di Licio Gelli  facevano parte molti alti militari argentini tra cui Massera e Suarez Mason.
Il venerabile Licio, già decorato con l' Ordine del Libertador San Martin dal generale Juan Domingo Peron nel 1973, intrattiene con i militari argentini strette relazioni che porteranno all' acquisto  delle armi leggere utilizzate per la guerra delle Falklands. Negli anni seguenti nel traffico d'armi internazionale, e in particolare per la vendita a Croazia ed Ecuador, saranno poi involucrati, oltre a Gelli,  una serie di militari argentini.
Ma grazie alle amicizie tra correligionari, la loggia massonica P2 fa anche da ponte per una rapida penetrazione delle industrie italiane nel territorio argentino e non sono pochi coloro i quali affermano che molti italiani detenuti nei Centri di Detenzione Clandestina si salvarono grazie all' influenza che i vertici industriali delle imprese italiane avevano sulla giunta militare.

Comunisti si, ma....

Con il Partito Comunista Italiano le cose non andarono meglio. La pressione dell' Unione Sovietica era molto forte e, non bisogna dimenticarlo, l' Argentina esportava grandi quantità di grano e carne verso l'URSS facendone uno dei principali alleati. Ciononostante furono moltissimi i militanti e i parlamentari comunisti che appoggiarono gli esuli.

 

L' appello di ...Spadolini

Nel 1981 la comunità degli esuli argentini di Roma riesce ad ottenere la firma di Berlinguer, Spadolini e Craxi (segretari di partito)Spadoliniin un appello per i diritti umani che avrebbe dovuto essere pubblicato a pagamento sul Clarin, il più popolare quotidiano argentino. Ma in Italia, si sà, i governi si cambiano come i calzini e pochi giorni prima della pubblicazione sul Clarin Spadolini, da segretario di partito, diventa Presidente del Consiglio. Per dare più enfasi al comunicato la comunità degli esuli mette il nome di Spadolini al primo posto nell' elenco dei firmatari dell' appello. Quando i militari argentini leggono sul Clarin l' appello firmato in prima persona da Spadolini pensano subito ad una appello del governo italiano e si scatena l' incidente diplomatico.

Il processo Italiano

Nel 1982 il Corriere della Sera pubblica la lista di cinquecento desaparecidos di nazionalità italiana costringendo il Ministro di Grazia e Giustizia a scrivere alla Corte d' Appello di Roma chiedendo di procedere penalmente nei confronti dei responsabili. Nasce così il processo italiano che porterà dopo diciassette anni alla condanna in contumacia di Suarez Mason e Omar Riveros. Questo processo fu il primo processo internazionale e la sua valenza storica e politica non ha eguali. Tuttavia in Italia si parlò molto poco di questo lungo processo a chiara conferma di come le atrocità commesse nei paesi dell' America Latina abbiano meno impatto sulle coscienze di quelle commesse tra i confini europei.