Fratelli d' Italia
L' ambasciata d'Italia a Buenos Aires Ambasciatore d' Italia durante la dittatura era Enrico Carrara che fece blindare la porta d’ingresso dell' ambasciata per evitare che i perseguitati dal governo militare chiedessero asilo come era già successo all' ambasciata di Santiago nel Cile di Pinochet.Carrara, burattino nelle mani della P2, si impegnò moltissimo a difendere gli interessi delle imprese italiane in Argentina diventando così complice della giunta militare e solo quando le pressioni cominciarono a diventare fortissime si trovò costretto a presentare alle autorità argentine l' elenco dei desaparecidos di origine italiana.
Presso l'ambasciata lavorava anche un giovane funzionario, Enrico Calamai che
riuscì a salvare decine di persone nascondendole e facendole uscire dal paese con un
passaporto italiano. Le gesta eroiche di Calamai sono un fatto isolato
nel panorama dell' ambiente diplomatico di Buenos Aires dell'
epoca della dittatura. |
Il Venerabile Della loggia massonica P2 di Licio Gelli facevano parte molti alti militari argentini tra cui Massera e Suarez Mason.Il venerabile Licio, già decorato con l' Ordine del Libertador San Martin dal generale Juan Domingo Peron nel 1973, intrattiene con i militari argentini strette relazioni che porteranno all' acquisto delle armi leggere utilizzate per la guerra delle Falklands. Negli anni seguenti nel traffico d'armi internazionale, e in particolare per la vendita a Croazia ed Ecuador, saranno poi involucrati, oltre a Gelli, una serie di militari argentini. Ma grazie alle amicizie tra correligionari, la loggia massonica P2 fa anche da ponte per una rapida penetrazione delle industrie italiane nel territorio argentino e non sono pochi coloro i quali affermano che molti italiani detenuti nei Centri di Detenzione Clandestina si salvarono grazie all' influenza che i vertici industriali delle imprese italiane avevano sulla giunta militare. Comunisti si, ma.... Con il Partito Comunista Italiano le cose non andarono meglio.
La pressione dell' Unione Sovietica era molto |
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L' appello di ...Spadolini Nel 1981 la comunità degli esuli argentini di Roma riesce ad ottenere la firma di Berlinguer, Spadolini e Craxi (segretari di partito) in un
appello per i diritti umani che avrebbe dovuto essere pubblicato a
pagamento sul Clarin, il più popolare quotidiano argentino. Ma
in Italia, si sà, i governi si cambiano come i calzini e pochi giorni
prima della pubblicazione sul Clarin Spadolini, da segretario di
partito, diventa Presidente del Consiglio. Per dare più enfasi al comunicato la
comunità degli esuli mette il nome di Spadolini al primo posto nell'
elenco dei firmatari dell' appello. Quando i militari argentini leggono
sul Clarin l' appello firmato in prima persona da Spadolini pensano subito ad una
appello del governo italiano e si scatena l' incidente diplomatico.
Il processo Italiano Nel 1982 il Corriere della Sera pubblica la lista di cinquecento desaparecidos di nazionalità italiana costringendo il Ministro di Grazia e Giustizia a scrivere alla Corte d' Appello di Roma chiedendo di procedere penalmente nei confronti dei responsabili. Nasce così il processo italiano che porterà dopo diciassette anni alla condanna in contumacia di Suarez Mason e Omar Riveros. Questo processo fu il primo processo internazionale e la sua valenza storica e politica non ha eguali. Tuttavia in Italia si parlò molto poco di questo lungo processo a chiara conferma di come le atrocità commesse nei paesi dell' America Latina abbiano meno impatto sulle coscienze di quelle commesse tra i confini europei. |