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Nella provincia di Santiago del Estero
(Nord Argentina) l a vendita di neonati è pratica comune resa possibile attraverso una rete criminale che connette la chiesa cattolica, giudici, funzionari del Registro Civil, medici ginecologi e infermieri.
Julio Ruiz della Fundaciòn Adoptar ha presentato una denuncia presso il Tribunale Federale
Argentino nella quale attraverso testimonianze filmate mette in luce il traffico di neonati che ha luogo nella città di Añatuya, una città di 20.000 abitanti a circa 150 chilometri dalla capitale provinciale (Santiago del Estero) dove più della metà della popolazione vive sotto la soglia della povertà.
Secondo la Fundaciòn Adoptar il traffico di neonati ad Añatuya
va avanti da almeno 30 anni e sarebbero
oltre 25.000 i bambini venduti e sottratti alla madre naturale. Il costo di un bambino oscillerebbe tra i cinquemila e i ventimila euro a seconda che la coppia compratrice sia argentina o europea, mentre alle future madri incinte verrebbe corrisposto un assegno mensile di 300 pesos (circa 70 euro) per tutta la durata della
gravidanza in modo da poter garantire che il bambino nasca sano.
Come compenso per la cessione del neonato si promettono semplici casette di mattoni (in
sostituzione delle umili baracche dove vive la maggior parte della popolazione indigente)
o somme di denaro,
in genere modeste, insieme ad alimenti e abiti.
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L’organizzazione criminale gode della copertura politica
della provincia e dell’
arcivescovato che sarebbe addirittura responsabile della promozione
e dello sviluppo del traffico. Il fine ideologico, ovvero la giustificazione morale di questa attività illecita, sarebbe quello di poter dare a dei bambini che vivrebbero una vita di miseria e di ignoranza una condizione di benessere materiale e una educazione a cui non potrebbero accedere.
La Fundaciòn Adoptar accusa Monsignor Antonio Baseotto, arcivescovo di
Añatuya dal 1992 al 2002, di essere uno dei leader dell' organizzazione criminale e di essere responsabile della sottrazione di almeno due neonati come si
evince da due testimonianze. La prima è quella di Maria Gerez, una povera donna di Añatuya
che 18 anni fa fu contattata da una suora che le offrì una casa in
cambio della figlia di pochi giorni. La casa non arrivò mai, ma la
figlia risulta essere stata data in adozione a Rita Baseotto sorella del monsignore. La seconda è quella della
figlia dell' autista di Baseotto, oggi ventiquattrenne, che avrebbe
dubbi circa la propria identità. Secondo gli atti di nascita sarebbe
la figlia biologica dell' autista ma lei sostiene di essere stata
adottata e di conoscere i suoi veri genitori. "Baseotto è
il principale responsabile, la mente, il leader di questa
organizzazione criminale" dice l'avvocato Luis Santucho della
Liga Argentina por los Derechos del Hombre (Lega Argentina per i
diritti dell' uomo) "Le donne incinte le portavano in strutture
di proprietà dell'arcivescovato di Añatuya e quando nasceva il
bambino facevano arrivare la coppia compratrice, che in molti casi
veniva dalla Germania, e ci si occupava di tutte le incombenze
burocratiche."
Nel 2002 Baseotto viene nominato vescovo delle Forze Armate ma viene rimosso nel marzo
2006 dopo
aver invitato a buttare in mare con una pietra da mulino al collo il Ministro
della Sanità che si era pronunciato a favore della depenalizzazione
dell’ interruzione della
gravidanza.
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