“Non ti crederanno mai “ ha detto un avvocato ad Alejandra Ibarra, una giovane madre di 29 anni e sei figli che per dare alla luce il suo ultimo bambino, il 29 settembre 2005, fu portata in una clinica privata di Añatuya, sottoposta ad un taglio cesareo prematuro e derubata del suo settimo figlio. E perché dovrebbero credere ad una donna poverissima, con la pelle scura dai caratteri somatici tipicamente indios, giovane e già madre di sei figli, che rivuole il suo settimo figlio?
Ma il caso di Alejandra è arrivato sulla prima pagina del principale quotidiano argentino ”El Clarin” quando si è presentata davanti ai cancelli di una lussuosa villa nella provincia di Buenos Aires dove viveva la coppia che aveva registrato illegalmente suo figlio come Federico Agustin per pretenderne la restituzione.

30.000 nuovi desaparecidos

Nella provincia di Santiago del Estero (Nord Argentina) la vendita di neonati è pratica comune resa possibile attraverso una rete criminale che connette la chiesa cattolica, giudici, funzionari del Registro Civil, medici ginecologi e infermieri.
Julio Ruiz della Fundaciòn Adoptar ha presentato una denuncia presso il Tribunale Federale Argentino nella quale attraverso testimonianze filmate mette in luce il traffico di neonati che ha luogo nella città di Añatuya, una città di 20.000 abitanti a circa 150 chilometri dalla capitale provinciale (Santiago del Estero) dove più della metà della popolazione vive sotto la soglia della povertà. 
Secondo la Fundaciòn Adoptar il traffico di neonati ad Añatuya va avanti da almeno 30 anni e sarebbero oltre 25.000 i bambini venduti e sottratti alla madre naturale. Il costo di un bambino oscillerebbe tra i cinquemila e i ventimila euro a seconda che la coppia compratrice sia argentina o europea, mentre alle future madri incinte verrebbe corrisposto un assegno mensile di 300 pesos (circa 70 euro) per tutta la durata della gravidanza in modo da poter garantire che il bambino nasca sano. Come compenso per la cessione del neonato si promettono semplici casette di mattoni (in sostituzione delle umili baracche dove vive la maggior parte della popolazione indigente) o somme di denaro, in genere modeste, insieme ad alimenti e abiti. 

L’organizzazione criminale gode della copertura politica della provincia e dell’ arcivescovato  che sarebbe addirittura responsabile della promozione e dello sviluppo del traffico. Il fine ideologico, ovvero la giustificazione morale di questa attività illecita, sarebbe quello di poter dare a dei bambini che vivrebbero una vita di miseria e di ignoranza una condizione di benessere materiale e una educazione a cui non potrebbero accedere.
La Fundaciòn Adoptar accusa Monsignor Antonio Baseotto, arcivescovo di Añatuya dal 1992 al 2002, di essere uno dei leader dell' organizzazione criminale e di essere responsabile della sottrazione di almeno due neonati come si evince da due testimonianze. La prima è quella di Maria Gerez, una povera donna di Añatuya che 18 anni fa fu contattata da una suora che le offrì una casa in cambio della figlia di pochi giorni. La casa non arrivò mai, ma la figlia risulta essere stata data in adozione a Rita Baseotto sorella del monsignore. La seconda è quella della figlia dell' autista di Baseotto, oggi ventiquattrenne, che avrebbe dubbi circa la propria identità. Secondo gli atti di nascita sarebbe la figlia biologica dell' autista ma lei sostiene di essere stata adottata e di conoscere i suoi veri genitori.
"Baseotto è il principale responsabile, la mente, il leader di questa organizzazione criminale" dice l'avvocato Luis Santucho della Liga Argentina por los Derechos del Hombre (Lega Argentina per i diritti dell' uomo) "Le donne incinte le portavano in strutture di proprietà dell'arcivescovato di Añatuya e quando nasceva il bambino facevano arrivare la coppia compratrice, che in molti casi veniva dalla Germania, e ci si occupava di tutte le incombenze burocratiche."
Nel 2002 Baseotto viene nominato vescovo delle Forze Armate  ma viene rimosso nel marzo 2006 dopo aver invitato a buttare in mare con una pietra da mulino al collo il Ministro della Sanità che si era pronunciato a favore della depenalizzazione dell’ interruzione della gravidanza.

Si puo’ dire che tutta la città di Añatuya copre questo traffico di neonati in modo più o meno consenziente. Gli hotels che ospitano le coppie compratrici hanno in alcuni casi delle stanze attrezzate come sala parto nella quale operano medici ginecologi e infermieri. I funzionari del Registro Civil incaricati della stesura degli atti di nascita e i giudici che dovrebbero amministrare la giustizia  sono parte integrante dell' organizzazione falsificando atti di nascita o insabbiando le numerose denunce che sono arrivate in questi anni. 
”Una persona che va ad Añatuya” racconta Ruiz ” con lo scopo di comprarsi un bambino alloggia in uno degli hotel dell’organizzazione, paga il prezzo pattuito, aspetta all’incirca una settimana e dopo ritorna a casa non solamente con il neonato ma anche con il documento di identità e il certificato di nascita falsificato a nome dei genitori compratori”.