Italiani

Sono moltissimi i discendenti degli emigrati italiani che vivono in argentina e si calcola che quasi due terzi della popolazione abbia almeno un progenitore italiano. E purtroppo sono più di cinquecento i desaparecidos italo-argentini denunciati alle competenti autorità giudiziarie italiane di cui ben sette neonati venuti alla luce mentre la madre era detenuta dei quali non se ne sà più nulla. 

Ai rapporti, ancora tutti da chiarire, tra Italia e Argentina è dedicata una sezione apposita in questo sito. 

L' Italia è stato il primo paese ad avviare azioni legali contro la giunta militare.

 

 

La vita non è un film

Tra i 13 sopravissuti c'è Marco Bechis, argentino di origine piemontese e oggi regista di fama internazionale autore tra l' altro di Alambrado(1991) e Luca's Film(1997).

Marco Bechis Il 19 aprile 1977, all' età di 22 anni, Marco Bechis viene sequestrato mentre usciva dalla scuola serale. La sua odissea è raccontata nel film Garage Olimpo (1999) a cui ha fatto seguito il film Hijos (2001), che narra il dramma dei neonati sequestrati. 
Bechis è un sopravissuto all' orrore e non esita a raccontare che la sua liberazione è dovuta al generale Suarez Mason che cedette alle pressioni della Fiat d'Argentina. Lo stesso Suarez verrà condannato in Italia, in contumacia, per la desapariciòn di 5 cittadini italiani e Guido Carlotto Junior

 Laura Carlotto

La famiglia Carlotto

Laura Carlotto fu sequestrata all' età di 23 anni con il suo compagno a La Plata nel Novembre del 1977 quando era in cinta di due mesi.
Fu vista nel Centro di Detenzione Clandestina di La Chaca (nella città di La Plata) da vari testimoni.
Si sa che nel mese del sequestro il suo compagno fu assassinato mentre lei la lasciarono vivere fino a che diede alla luce un bambino che nacque il 26 giugno 1978.
Fu portata a partorire all' Ospedale Militare Centrale di Buenos Aires dove gli tolsero immediatamente il neonato e la riportarono al Centro di La Cacha.

Due mesi dopo la nascita del bambino, Laura fu portata su una strada vicino a Buenos Aires e qui assassinata. Il suo corpo, cosa abbastanza inusuale, fu consegnato alla madre lo stesso giorno dell' assassinio con la menzogna di una morte durante uno scontro a fuoco tra forze dell' ordine e terroristi.
Estela Carlotto Il suo ventre era crivellato di colpi per nascondere la recente gravidanza.
La madre di Laura, Estela Carlotto, è la presidente dell' associazione Nonne di Plaza de Mayo e, a tutt' oggi, non ha ancora trovato suo nipote, Guido Carlotto junior, dato sicuramente in adozione a qualche famiglia di repressori.
Il generale Suarez Mason è stato condannato in Italia per il suo assassinio.

Il padre di Laura e marito di Estela, Guido Carlotto, figlio di un antifascista vicentino, fu rapito poco tempo dopo Laura al solo scopo di estorcergli delle informazioni sui suoi figli tutti attivisti politici nella sinistra peronista. Fu rilasciato dopo qualche mese e dopo aver patito torture e vessazioni.

 

I sardi desaparecidos

Martino Mastinu e Mario Bonarino Marras erano originari del paese sardo di Tresnuraghes (Or) e furono inghiottiti dalla repressione nel 1976. Mastinu era operaio dei cantieri navali di Astarsa nella cittadina di Tigre a nord di Buenos Aires. Attivo sindacalista era in prima linea nelle lotte dei lavoratori che erano iniziate nel 1974 e che culminarono con l’ occupazione della fabbrica nel 1976.
Fu sequestrato il 7 luglio 1976 all’ età di 26 anni. Alcuni sopravissuti hanno testimoniato di averlo visto nel Centro di Detenzione Clandestina Campo de Mayo. Di lui non si è mai più saputo nulla.
Mario Marras, cognato di Mastinu, venne ucciso da una patota il 22 maggio 1976 nell'isola Paicarabi nel comune di Tigre.
La madre di Martino Mastinu, Maria Manca, è andata per anni in Plaza de Mayo ogni giovedì per marciare insieme alle altri madri dei desaparecidos con una piccola foto incorniciata del figlio appesa al collo.
Il 27 novembre 2005 viene inaugurato a Tresnuraghes il Centro di documentazione e di iniziativa per la difesa dei diritti umani patrocinato della Regione Sardegna con l’ intento di onorare la memoria di Martino Mastinu e Mario Marras e di curare lo studio e la divulgazione degli atti relativi al processo di Roma, chiusosi nel 2004 con la condanna definitiva in Cassazione per i militari argentini colpevoli di crimini contro l’umanità.
All’ inaugurazione del centro hanno partecipato il premio nobel Perez Esquivel, Angela Boitano dell’ associazione Familiares de desaparecidos,  l' ambasciatore argentino a Roma Victor Taccetti e Santina Mastinu moglie di Marras e sorella di Mastinu. 
Il Centro di Documentazione di Tresnuraghes vuole contribuire a mettere in luce l'opera meritoria di quanti, sardi nel Mondo, hanno saputo esprimere alti valori sociali e di solidarietà umana in ogni continente.
Il Centro proporrà, inoltre, progetti per agevolare l'attività di studio e di ricerca, soprattutto in rapporto con l'Università sarda, sui temi della cooperazione solidale, sullo sviluppo umano e sulla costruzione di una cultura di pace.