Bambini

I bambini desaparecidos costituiscono e costituiranno per un lungo periodo una piaga aperta nella società argentina. Colpire i bambini significa colpire un indifeso, un vulnerabile e un innocente dando luogo ad un nuovo modello di tortura.

Nell’ ottica della strategia repressiva e di salvaguardia dei valori cristiani , i bambini venivano strappati dalle loro famiglie per essere affidati ad altre che avevano il compito di salvarli. Si stima siano circa 500 i bambini illegalmente adottati negli anni della dittatura.

Adozione

Generalmente le patotas quando facevano irruzione in una abitazione se trovavano bambini sani e molto piccoli li portavano via insieme con i genitori. Questi venivano dati in adozione, a volte anche venduti, a famiglie di militari, poliziotti e ricchi industriali che non potevano avere figli.

Se poi le donne sequestrate erano anche incinte allora le si lasciava portare a termine la gravidanza, dando loro un po’ più di cibo, e lasciate partorire solitamente sul pavimento delle celle o su tavolacci luridi assistite da medici militari e da infermieri.
Ci sono testimonianza agghiaccianti di infermieri degli ospedali militari che raccontano di aver visto arrivare le detenute dai Centri di Detenzione Clandestina in pieno travaglio, buttate su barelle dove partorivano e poi trascinate via per essere definitivamente soppresse. I bambini venivano dati a coppie che attendevano nella stessa clinica la fine del parto.

Banca Dati

L'unico modo per poter dimostrare che quei bambini erano stati dati illegalmente in adozione era di provare, su base genetica, l'appartenenza al ceppo familiare delle nonne visto che i genitori naturali risultavano desaparecidos. Viene costruita una banca dati con le mappature genetiche dei familiari naturali più prossimi che alla data odierna ha permesso di rintracciare 77 bambini.

Questa penoso argomento è stato affrontato dalle straordinarie Abuelas de Plaza de Mayo (nonne di piazza di Maggio) che con costanza e discrezione hanno portato avanti una lotta che dura ormai da 25 anni. Queste donne, attraverso i racconti dei sopravissuti, hanno saputo che i loro nipoti erano nati nei Centri di Detenzione o nelle cliniche private di Buenos Aires. Attraverso le denunce e con un lungo e paziente lavoro di ricostruzione, sono riuscite a registrare 172 sottrazioni di neonati.

Queste donne sono riuscite a trasformare il dolore per la desapariciòn dei loro figli  in una lotta pacifista e legale per la difesa dei diritti umani. Sul loro sito si invitano coloro i quali hanno  oggi ha tra i 25 e i 30 anni e abbiano qualche dubbio sulla loro identità, a presentarsi presso l' associazione Abuelas de Plaza de Mayo in Avenida Corrientes a Buenos Aires.