Religiosi
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Nonostante l' appoggio palese della Conferenza Episcopale Argentina
Esisteva in Argentina una corrente
religiosa postconciliare di forte contenuto sociale orientata al lavoro
sociale e spirituale verso le zone più marginali delle città e nelle
baraccopoli. Questa era la diretta espressione del Sinodo dei Vescovi dell'
America latina che si era svolto a Medellin (Colombia) nel 1967 nel
quale si denunciarono l' imperialismo e il neocolonialismo delle
ricche potenze occidentali e si decise che la chiesa doveva essere dalla parte
dei poveri, come insegna il Vangelo, e rifiutare ogni associazione con i
ricchi. Nel 1967 si formò in Argentina
il Movimento dei Sacerdoti per il Terzo Mondo che contava 500 adepti,
il 9% dei sacerdoti argentini. Nel Nunca Mas vengono riportati i nomi di 24 religiosi vittime della repressione precisando però che la lista rimane aperta e un numero ancora imprecisato di militanti cattolici laici passarono per i Centri di Detenzione Clandestina per non uscirne mai più. | |
| Le suore francesi
Un caso particolarmente toccante è quello
delle suore francesi Domon Alice e |
I Padri Palotini
Un altro caso riguarda i 5 religiosi
appartenenti all' ordine dei Padri Palotini che avevano
sposato le tesi del Movimento dei Sacerdoti per il Terzo Mondo.
I gesuiti La repressione si abbattè pesantemente sui religiosi
che prestavano la loro opera nelle baraccopoli di Buenos Aires. A tutti
fu ordinato dai loro superiori gerarchici, che appoggiavano apertamente
la repressione, di abbandonare la missione nelle baraccopoli.
Esisteva un accordo tra il cardinale di Buenos
Aires Juan Carlos Aramburu e i militari che prevedeva l'intoccabilità
dei sacerdoti secolari sovversivi.
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Anche dei vescovi cattolici
che per le loro idee progressiste
venivano chiamati vescovi
rossi o vescovi |