sono nata il 18 marzo 1956...

Sono nata il 18 marzo 1956, e per caso mi sono resa conto della fortuna di essere venuta al mondo in un paese in cui nonostante tutto è ancora possibile esprimere le proprie idee senza scomparire nel nulla. L’età è quella giusta, il 24 marzo 1976 avevo appena compiuto 20 anni e vivevo ignara di quello che stava accadendo in Argentina, anzi fino a qualche anno fa non conoscevo nulla sulla dittatura di quegli anni, fossi nata a Buenos Aires od in altre città di quel paese sconfinato, ora sicuramente non sarei qui a scrivere,avevo l’irruenza e l’innocenza che portava i giovani della mia generazione a combattere delle battaglie a volte inutili ma che ti rendevano immortale, sarei quindi anch’io sparita tra le nebbie di quei giorni . Di quei tempi ricordo soltanto il rumore delle partite di quel mondiale che diede agli oppressori l’impulso a colpire più profondamente ed far sparire più individui possibili ,ed il nome di Isabelita che nei miei ricordi risultava essere una persona circondata da un alone di fascino come propaggine della mitica Evita ,come sbagliavo solo oggi finalmente ho conosciuto la realtà di una marionetta messa a capo di un governo fantoccio per spianare la strada ad una delle peggiori dittature mai viste da essere umano. La parola desaparecidos ha acquistato ora , dopo le tante letture fatte,un significato profondo, è divenuta qualcosa di concreto ha reso possibile vedere la forma del dolore e della disperazione ,i nomi letti tra le parole di Carlotto ora accompagnano il mio quotidiano vissuto alla ricerca di conoscere,conoscere e capire, ed il ricordo deve essere l’arma per impedire che cio’ che è stato possa accadere ancora. Ed allora …mai più!!!!!

BARBARA CAFASSO