La Esma

EsmaLa ESMA (Escuela Superior de Mecanica de Armada)  fu il principale Centro di Detenzione Clandestina dal quale passarono non meno di 5000 sequestrati.E' diventato il simbolo della repressione tanto che il 24 marzo 2004 il presidente argentino Nestor Kirchner , in controcorrente rispetto ai suoi predecessori, dona la Esma alla città di Buenos Aires perchè diventi il Museo della Memoria.

La Esma apparteneva alla Marina Militare ai comandi dell' ammiraglio Massera. Era situata in un quartiere residenziale a nord ovest di Buenos Aires e funzionò già prima del golpe militare e fino al 1983. Qui si progettò e si organizzò una enorme varietà di attività delittuoseche andavano dal sequestro, la tortura e la desapariciòn delle persone, alla falsificazione dei documenti, fino ad attività di controspionaggio e di infiltrazione nelle comunità degli esuli di Madrid e Parigi.  
Sebbene queste attività furono messe in opera da un gruppo speciale, la task force GT-332, si può dire con assoluta certezza che fosse l' ammiraglio Massera il mandante di tutte le attività. Il potere politico, nonostante fosse stato al momento del golpe suddiviso tra le tre armate, era in definitiva in mano a Videla, capo dell' esercito, e la Marina Militare cercava di crearsi uno spazio maggiore. Massera in particolare sperava di poter diventare il nuovo caudillo populista del paese.

Quando la Comisiòn Nacional Personas Desaparecidas visitò nel 1984 la ESMA non c’era più traccia di quello che era stato l’ orrore di cui era stata protagonista, ma alcuni sopravissuti riuscirono a riconoscere i corridoi, le celle, le sale di tortura, gli ambienti dove venivano accatastati i mobili rubati ai sequestrati e quelli dove risiedevano i collaboratori.

Il laboratorio di contraffazione dei documenti
Nella cantina del Casinò degli ufficiali c’erano un editoria e un laboratorio fotografico dove si fabbricavano i documenti falsi con il quale si muovevano i membri della Task Force. Qui furono contraffatti passaporti, carte d’ identità, titoli di proprietà dei beni appartenuti ai sequestrati, patenti, tessere della Polizia Federale e titoli universitari.

 

L'organizzazione della esma

La Task-force GT32 a capo della quale c'era Jorge Acosta aveva una rigorosa struttura gerarchica in grado di organizzare la cattura, la detenzione e l' eliminazione dei sequestrati. 
L' Intelligence , formato da ufficiali dell’ Armata,  da sottoufficiali della Marina Militare, personale della Prefettura e del Servizio Penitenziario a veva il compito di vagliare le informazioni che venivano estorte ai prigionieri sotto tortura e di studiare tutta la documentazione relativa  ai prigionieri . Stabilivano quali sequestri dovevano essere realizzati e si occupavano degli interrogatori. Stabilivano inoltre chi dovesse essere trasladados (trasferito=mandato alla morte) e  chi poteva passare attraverso il Processo di Recupero.
C'erano poi gli operativi che erano gli esecutori materiali dei sequestri che con automobili rubate facevano irruzione nelle case  portandosi via anche la mobilia che veniva depositata in una stanza dell’ Esma , e poi spartita come bottino di guerra. In ultimo c'erano gli addetti alla logistica : gruppo formato da ufficiali e sottoufficiali della Marina e si occupavano dell’ amministrazione delle risorse finanziarie.
Questo gruppo va assumendo sempre più  importanza con il passare del tempo in quanto oltre alle risorse che vengono stanziate dall’ Arma, bisogna aggiungere anche quelle frutto del saccheggio o della defraudazione mediante la falsificazione o firma sotto pressione dei titoli di proprietà dei detenuti- desaparecidos.
Verso la fine del 1978 nasce perfino una agenzia immobiliare che vendeva le proprietà appartenute ai sequestrati ai militari.
Le guardie della ESMA erano giovani sottoufficiali della Marina che erano incaricati di trasferire i detenuti dalle celle alla cantina dove c’erano le sale di tortura, di portare il cibo e di condurli in bagno incappucciati ed ammanettati. Alcuni di questi, essendo molto giovani, ed essendo entrati nell’ esercito non per compiti come questi , manifestavano evidenti segni di squilibrio.
A tutti costoro bisogna aggiungere i prigionieri che collaboravano con i repressori  a cui è stata dedicata una sezione in questo sito. 

Gli archivi dei desaparecidos

Nella Esma funzionò un sistema organizzato di archiviazione di tutte le informazioni riferite ai detenuti, ai loro familiari, e a tutti coloro in qualche modo relazionati. Ad ogni cartellina era associata la foto del detenuto e la loro numerazione andava da 001 a 999. Quando si arrivava a 1000 la numerazione cominciava da capo. Fino al marzo del 1978 la quantità di persone superò le 4700. Oltre a questo esisteva un registro dove venivano segnati, oltre ai dati personali, anche la data di ingresso e di uscita del sequestrato vicina alla quale veniva posta la lettera L (liberato), D (desaparacido), F (fucilato) o C (cautiverio actual = detenuto). Ufficialmente questi archivi furono distrutti nell' ultimo periodo della dittatutura, ma ci sono buone ragioni per credere che siano ancora custoditi in una cassetta di sicurezza di qualche banca svizzera.