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 Il
25 maggio 2003 diventa presidente dell' argentina Nestor Kirchner e
dopo tanti anni sembra esserci una svolta nella triste sequela di indulti e
perdoni dei suoi predecessori. Già nella sua campagna elettorale Kirchner non
fà mistero di essere stato negli anni settanta, insieme con la moglie, un
simpatizzante della sinistra peronista e di avere perduto tanti amici
durante la Guerra Sporca. A pochi giorni dal suo insediamento rimuove,
sostituendoli, alcuni tra gli alti vertici militari provocando un generale
scontento tra le Forze Armate. Instaura
un dialogo e una profonda collaborazione con le organizzazioni
delle Madres, Abuelas e
Familiares dei desaparecidos e il 12 agosto 2003 il parlamento argentino
sancisce la nullità delle leggi del Punto Final e dell' Obbedienza Dovuta grazie
alle quali i criminali militari, oltre ad aver goduto dell' impunità in
Argentina, erano anche riusciti ad eludere le tante richieste di estradizione
dei giudici italiani e spagnoli. Inoltre Kirchner aderisce alla Convenzione delle
Nazioni Unite che sancisce la non applicabilita' della prescrizione a crimini di guerra e
ai crimini contro l'umanita' e presenta al parlamento un disegno di legge per rendere questa Convenzione
costituzionale. Si sta per aprire una nuova stagione nella giustizia argentina e ci sono già dei giudici
che hanno iniziato dei procedimenti contro i criminali della dittatura
appellandosi alla nullità delle leggi del Punto Final e dell' Obbedienza
Dovuta.
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Nel gennaio del 2004
il governo Kirckner dona la
ESMA alla città
di Buenos Aires per farne un museo che mantenga vivo il ricordo delle atrocità
del terrorismo di stato e la lotta delle
organizzazioni per i diritti umani.
Il Museo della Memoria
Il 24 marzo
2004 con una solenne cerimonia davanti a una folla sterminata e rivolgendosi
alle Madri, alle Nonne, ai Figli e ai Familiari dei desaparecidos Nestor Kirchner
chiede pubblicamente
perdono per le atrocità commesse dallo stato nelle decade della dittatura e si scusa, a
nome dello stato, per averlo fatto con tanto ritardo. Tra gli applausi dona la Esma alla città
di Buenos Aires perchè ne faccia un museo. Contemporaneamente una manifestazione
di militari, studenti della Esma con i loro
genitori, criticavano la decisione di spostare la
Scuola dell' Armata presso un altra struttura
militare per fare spazio ad
un museo
.
 
La dichiarazione dell' ammiraglio Jorge Godoy
Il 4 marzo 2005 l’ammiraglio Jorge Godoy,
comandante della Armada, dichiara che: Oggi sappiamo, per l’azione della giustizia,
che la Esma fu utilizzata per l’esecuzione di fatti qualificati come aberranti
e offensivi della dignità umana, dell’etica e della legge,
per giungere a trasformarsi in un simbolo di barbarie e irrazionalità. […]
Fatti che niente e nessuno potranno giustificare, anche nelle gravissime
Questa autocritica -caso rarissimo in America Latina-
non sarebbe stata possibile senza l’infaticabile lotta degli organismi
dei diritti umani e se il Potere Esecutivo,
dal primo giorno del suo mandato,
non avesse condotto una rigorosa politica nei confronti delle Forze Armate
-mai avvenuta dalla conclusione della dittatura- con l’intento di trasformarle
in un corpo organico della democratica società argentina.
Come ha poi specificato il Ministro dell’Interno Aníbal Fernández:
le Forze Armate devono subordinare le loro dichiarazioni e i loro atti
al loro comandante in capo, che è il Presidente della Nazione.
Se le Forze Armate avessero agito nel rispetto della legge,
invece che nell’illegalità, gli argentini non avrebbero trascorso anni di dolore
e di rancore.
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